Un recente studio condotto da ‘The Future Laboratory’ e ‘Ihg Hotels & Resorts’ ha rivelato che il 68% dei Millennials e Generation Z, nati tra il 1981 e il 2012, preferisce viaggiare in stile ‘backpacking’, scegliendo percorsi meno battuti e destinazioni insolite. Questa tendenza è alimentata dal desiderio di esperienze autentiche e significative, dalla curiosità verso luoghi nuovi e dall'insofferenza per le affollate meta turistiche tradizionali. Paesi come la Giordania, la Cina, il Kirghizistan e lo Sri Lanka sono sempre più popolari, così come città fuori dagli itinerari convenzionali, come Kuala Lumpur, Hurghada, Santiago del Cile, Jakarta, Bremen e Dallas.
Nel corso di un sondaggio effettuato da WeRoad, una società tecnologica specializzata nell'organizzazione di viaggi di gruppo, 4.634 membri della community tra i 22 e i 49 anni provenienti dalla Francia, Germania, Regno Unito, Spagna e Italia hanno espresso la loro predilezione per il ‘backpacking’. Circa il 40% dichiara di cercare esperienze più genuine, mentre il 33% vuole esplorare posti sconosciuti. Inoltre, il 21% manifesta una crescente avversione verso i luoghi troppo affollati. Il ‘backpacking’ ha portato quasi la metà degli intervistati (48%) a uscire dalla propria zona di comfort, con il 27% che riferisce di aver imparato di più su se stesso rispetto ad altre esperienze. Altri intervistati considerano questa avventura persino migliore della terapia tradizionale. Durante il viaggio, molte persone hanno stretto amicizie durature, migliorato le proprie competenze fotografiche o addirittura trovato l'amore.
Per prepararsi al meglio, gli esperti consigliano di portare oggetti essenziali come giacche leggere, corda resistente, materassini gonfiabili per attese all'aeroporto, prolunghe elettriche, sacchetti sottovuoto per organizzare il bagaglio e dispositivi tecnologici come kit di primo soccorso, powerbank affidabili e nastro adesivo robusto. Non dimenticare denaro di emergenza e e-sim per restare connessi ovunque si vada.
Da un punto di vista giornalistico, questa tendenza rappresenta un cambiamento significativo nel modo in cui la nuova generazione concepisce il viaggio. Non si tratta più solo di vedere luoghi nuovi, ma di vivere esperienze trasformative che arricchiscono non solo il curriculum di viaggiatore, ma anche la crescita personale. Questo approccio ci invita a riflettere sul valore delle relazioni umane e dell'esplorazione intima delle culture, piuttosto che sulla semplice visita di luoghi famosi.