Le previsioni economiche suggeriscono un futuro incerto per i consumi in Italia. Nell'orizzonte del 2025, si prevede una crescita modesta dei consumi a prezzi costanti, con un aumento limitato dello 0,8%. Questo dato è accompagnato da un rallentamento nel potere d’acquisto, che crescerà solo dello 0,8%, rispetto al 2% registrato l'anno precedente. Il settore delle imprese di beni di consumo, rappresentato dall'Ibc, è composto da oltre 35mila aziende, gran parte delle quali piccole e medie, che generano un fatturato annuo di circa 500 miliardi di euro. L'attenzione si focalizza sul ruolo chiave di queste aziende nell'economia nazionale, grazie agli investimenti annuali in ricerca e innovazione che superano i 17 miliardi di euro.
Le abitudini dei consumatori italiani stanno cambiando radicalmente. Secondo analisi recenti, le famiglie adottano uno stile di vita più parsimonioso, destinando una quota significativa del loro reddito, pari al 9,5%, al risparmio. Questo comportamento influisce negativamente sul rilancio della domanda interna. Le ricerche condotte da YouGov evidenziano come gli acquirenti preferiscano sconti e canali discount, spezzettando ulteriormente le spese in acquisti più frequenti ma contenuti. Tali tendenze riflettono la cautela diffusa tra i consumatori, determinata da un contesto economico caratterizzato da incertezza geopolitica e volatilità nei mercati mondiali.
L'incertezza globale sta mettendo sotto pressione le aziende italiane, che devono affrontare costi elevati dell'energia, fluttuazioni nei prezzi delle materie prime e difficoltosi processi di approvvigionamento. A ciò si aggiungono problemi legati all'accessibilità del credito e alla fiscalità onerosa, che compromettono la competitività nazionale. In questa cornice complessa, Flavio Ferretti, presidente dell'Ibc, ha sollecitato interventi istituzionali per stimolare la domanda interna e sostenere le aziende attraverso semplificazioni normative e riduzioni fiscali. La transizione verso pratiche sostenibili deve essere gestita con attenzione, evitando di penalizzare la competitività delle imprese italiane.
Un futuro prospero richiede azioni concrete volte a promuovere un’economia equilibrata e sostenibile. Solo attraverso strategie coordinate tra istituzioni e mondo imprenditoriale sarà possibile rafforzare la competitività delle aziende italiane e migliorare le condizioni di vita dei cittadini, contribuendo a una società più resiliente e inclusiva.