Cronaca
Repressione e Profili Errati: L'Esodo Forzato sotto la Nuova Amministrazione
2025-03-31

Negli ultimi mesi, lo scandalo legato a una conversazione su Signal tra funzionari statunitensi ha eclissato le crescenti azioni repressive contro chiunque venga percepito come minaccioso o critico nei confronti del governo. Inizialmente presentata come una campagna di espulsione mirata verso migranti irregolari, l'iniziativa si è trasformata in un ampio piano che coinvolge anche cittadini stranieri legalmente residenti negli Stati Uniti. Numerosi casi documentati mostrano come persone con permessi regolari siano state trattenute, interrogate e infine espulse senza alcuna prova concreta di attività illegali.

Iniziando dal mese di marzo, storie sempre più allarmanti emergono da ogni angolo degli Stati Uniti. La situazione si è aggravata quando alcuni cittadini tedeschi sono stati arrestati durante tentativi legali di ingresso attraverso il confine meridionale. Jasmine Mooney, una cittadina canadese dotata di visto di lavoro, ha subito una detenzione prolungata prima di essere rilasciata con l'avvertimento di prepararsi a lunghi periodi di prigionia. Analogamente, uno scienziato francese è stato bloccato all'aeroporto dopo che i controlli sul suo cellulare hanno rivelato messaggi critici verso l'amministrazione Trump.

I casi non si limitano ai viaggiatori occasionali. Rumeysa Ozturk, studentessa turca presso la Tufts University, è stata fermata bruscamente in strada da agenti travestiti, accusata di aver partecipato ad attività "pro-Hamas". Nonostante manchino prove concrete, il dipartimento di Stato ha revocato il suo visto, condannandola all'espulsione verso il Louisiana Detention Center. Le accuse contro di lei derivano da un articolo pubblicato nel giornale studentesco, dove criticava la politica israeliana nella Striscia di Gaza.

Anche la comunità venezuelana non è immune da queste misure. Centinaia di individui sono stati deportati in El Salvador alla fine di marzo, accusati di appartenere all'organizzazione criminale Tren de Aragua. Le indagini condotte da Mother Jones hanno dimostrato che molte di queste persone erano innocenti, ma venivano identificate erroneamente grazie alla presenza di tatuaggi. Un caso emblematico è quello di Neri Alvarado Borges, un panettiere residente a Dallas, arrestato solo per un omaggio tatuato al fratello affetto da autismo.

Le implicazioni di queste azioni sono profonde, suscitando preoccupazione in vari paesi europei, che hanno iniziato a mettere in guardia i propri cittadini sui rischi associati ai viaggi negli Stati Uniti. Mentre l'amministrazione continua a giustificare queste misure come necessarie per garantire la sicurezza nazionale, molti osservatori temono che stia emergendo una nuova forma di repressione basata su stereotipi e discriminazioni arbitrarie.

L'attuale panorama suggerisce che il controllo delle frontiere e la gestione della migrazione stiano diventando sempre più rigidi e spietati. Con l'aumento delle retate e delle espulsioni, emerge una realtà in cui l'appartenenza etnica, le opinioni politiche o semplicemente l'aspetto fisico possono determinare il destino di qualcuno. Questa tendenza segna un cambio radicale nella politica migratoria globale, ponendo domande cruciali sulla protezione dei diritti umani e la giustizia legale internazionale.

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