Cronaca
Netanyahu Revoca Nomina Controversa per il Capo dello Shin Bet
2025-04-01

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ritrattato la decisione di nominare l'ex comandante della marina, Eli Sharvit, come nuovo capo del servizio di sicurezza interno Shin Bet. Questa scelta era stata preceduta da critiche sia all'interno che all'estero, con preoccupazioni particolarmente espresse dagli Stati Uniti. La situazione si inserisce in un contesto più ampio di tensioni politiche in Israele, legate a dispute legali e riforme giudiziarie proposte dal governo Netanyahu, che hanno alimentato dimostrazioni di piazza. Inoltre, lo stesso giorno della revoca, sono state annunciate indagini su collaboratori stretti del premier nel cosiddetto caso Qatargate.

Un Cambio di Direzione sotto Pressione Internazionale

Nel clima teso dell'aprile israeliano, Benjamin Netanyahu ha deciso di sospendere la nomina di Eli Sharvit al comando dello Shin Bet, annunciata appena il giorno prima. Questa inversione è avvenuta dopo pressioni statunitensi, tra cui le dichiarazioni del senatore repubblicano Lindsey Graham, che aveva espresso forti riserve sull'idoneità di Sharvit per il ruolo. Le critiche erano sorte anche a causa delle posizioni precedentemente espresse da Sharvit riguardo alle politiche ambientali del presidente Donald Trump e della sua partecipazione attiva alle proteste contro la riforma giudiziaria del 2023 promossa dal governo. Nel frattempo, Yair Lapid, leader dell'opposizione, ha accusato Netanyahu di mettere a repentaglio la sicurezza nazionale con manovre politiche incostanti. Questa vicenda si sovrappone ad altre controversie, come il licenziamento del capo attuale dello Shin Bet, Ronen Bar, e l'indagine sul Qatargate, che coinvolge collaboratori diretti del premier.

La complessa situazione politica in Israele evidenzia come decisioni apparentemente semplici possano avere ripercussioni globali. Da un lato, la nomina e successiva revoca di Sharvit mostrano quanto il sostegno internazionale sia cruciale per le nomine strategiche. Dall'altro, la mobilitazione popolare contro le riforme giudiziarie indica una crescente sfiducia nei confronti del governo. Come giornalista, osservo che questo episodio sottolinea l'importanza di bilanciare interessi nazionali e internazionali senza compromettere la stabilità istituzionale del paese.

More Stories
see more