Negli ultimi mesi, gli Stati Uniti hanno adottato misure severe contro membri presunti di bande criminali, espellendoli verso il Salvador senza considerare procedure legali in corso. L'operazione ha sollevato critiche e dibattiti, soprattutto dopo l'uso di una legge secolare per giustificare le espulsioni. Queste azioni si inseriscono in un contesto più ampio di collaborazione tra Washington e San Salvador, con progetti futuri che includono la costruzione di strutture carcerarie.
Recentemente, altre espulsioni sono state avviate basandosi sulle normali leggi sull’immigrazione, mentre si prepara un incontro cruciale tra i leader delle due nazioni. La proposta del presidente salvadoregno Nayib Bukele di ospitare detenuti statunitensi in cambio di aiuti economici ha ulteriormente complessificato la situazione geopolitica.
L'utilizzo di una legge del 1798 per giustificare l'espulsione di cittadini venezuelani ha scatenato dibattiti accesi. Benché questa normativa fosse stata invocata solo in periodi di guerra, negli ultimi mesi è stata usata per deportare individui accusati di affiliazioni criminali. Tale decisione contrastava con una sentenza federale che impediva tali espulsioni, creando tensioni tra autorità giudiziarie ed esecutive.
La legge in questione, precedentemente utilizzata durante conflitti mondiali per internare gruppi etnici, è stata riportata all'attenzione nel contesto attuale. Secondo alcune fonti, molti familiari dei deportati hanno negato qualsiasi coinvolgimento nei crimini attribuiti loro. Le autorità statunitensi hanno argomentato che, al momento della sentenza, i voli erano già partiti, lasciando spazio a critiche su processi decisionali poco trasparenti.
Gli Stati Uniti hanno recentemente annunciato nuove espulsioni basate su leggi sull’immigrazione, confermando un approccio rigoroso nei confronti delle organizzazioni criminali. Queste azioni coincidono con un imminente vertice tra il presidente Trump e il suo omologo salvadoregno, dove verranno discusse possibili forme di cooperazione penitenziaria.
Il presidente Bukele ha avanzato la proposta di costruire una grande prigione in Salvador per ospitare detenuti provenienti dagli Stati Uniti, in cambio di sostegno finanziario. Tale accordo potrebbe rappresentare un modello innovativo di collaborazione internazionale, ma solleva interrogativi riguardo alla sovranità nazionale e alle condizioni carcerarie. Le bande criminali, come Tren de Aragua e Ms-13, rimangono al centro delle preoccupazioni, mentre entrambi i paesi cercano strategie per affrontarne l'espansione.